Lampedusa (essenza)

Nel 2015 sono tornato a Lampedusa dopo un’assenza di due anni.
Questa volta sono tornato sull’isola, non per lavoro, ma da viaggiatore, con l’intento di viverla e raccontarla nella sua essenza, nel suo quotidiano, attraverso i gesti e i luoghi comuni agli abitanti, lampedusani  e turisti.
Un viaggio tra colori, odori e sapori isolani, lontano dagli stereotipi narrativi legati al fenomeno dell’immigrazione proveniente dalle coste nordafricane.

Questa è la mia Lampedusa:

 

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CDMX – Policia

Uno degli aspetti che mi ha colpito, e mi ha anche positivamente impressionato, nel nostro viaggio in Messico, e in particolar modo nella nostra breve permanenza a Città del messico, è stata la forte, intensa e massiccia presenza di polizia.
Un sfoggio di muscoli, da parte dello Stato, visibile agli occhi di chi si aggira nella città. Non esiste incrocio che non sia vigilato da almeno un poliziotto armato di tutto punto. Agli occhi del viaggiatore tale manifestazione di forza non può che infondere un certo senso di sicurezza, e, a onor del vero, abbiamo circolato in totale sicurezza e senza alcun imprevisto.
Lo spiegamento di forze, Polizia, Esercito e Marina (con i loro marines) è una costante anche nelle zone più isolate dello Stato federale messicano, in particolare al confine tra i vari stati federali è difficile non essere fermati per un controllo sull’immigrazione, strano a dirsi in un paese che è una spina nel fianco per gli USA proprio per quanto riguarda l’immigrazione clandestina!

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