Diario di bordo

Ore 3,30:  Ci troviamo davanti “O’Scià”.

Salutiamo l’equipaggio con pochi convenevoli e saliamo a bordo, pochi minuti dopo il peschereccio lascia gli ormeggi.

Inizia così la nostra giornata di pesca, tra il dondolio del mare e il rumore del motore diesel. Si preparano le reti, si raggiunge il punto giusto dove calarle, e intanto il sole ci regala lo spettacolo del suo levarsi dal mare. Uno spettacolo che si ripete ogni giorno, come il ripetersi quotidiano dei gesti dei pescatori: gesti fatti di preparativi, lunghe attese e frenetici istanti, incertezze per l’esito della pesca e certezze date dai costi da affrontare per ogni singola battuta di pesca.

Si fa sera, il sole tramonta, le reti sono salpate, il pescato si sistema nelle cassette.

Ore 21,00: O’Scià rientra in porto, si scarica il pesce ben sistemato nelle cassette, scendiamo anche noi un po’ barcollanti; la giornata di pesca è finita, è ora di riposare, tra qualche ora, loro, riprenderanno il mare.

“Diario di bordo” vuole essere un racconto del lavoro quotidiano svolto da questi uomini di mare, i pescatori: un lavoro duro, colmo di difficoltà (legislazione, caro-gasolio, fermo biologico, intemperie) da affrontare ogni giorno, ma che conserva ancora, nel suo aspetto più intimo, una poesia che solo il mare sa donare.

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