L’eremo

“Tra alberi, sentieri, pareti muschiate, aria fresca e pura ogni  oggetto, ogni pietra prende vita in uno scenario ricco di storia, spiritualità, natura e cultura.
l santuario del 1600 in stile barocco ed il convento, dove la vita dai ritmi lenti dettati dalla natura, rimanda ai  gesti che si susseguono immutevoli, e poi la preghiera e la meditazione dei monaci che vi abitarono.
La piccola Rosalia non potè scegliere posto migliore per sfuggire dal suo predesignato destino, un luogo che avvolge e proietta direttamente nel surreale. Una storia del XII secolo che continua ad incantarci, forse perché la ricerca di sé stessi è quanto di più attuale possa esserci ai giorni nostri: la ricerca della propria dimensione, la fuga da un destino prestabilito dettato da una società che si attiene a schemi e clichè che non trovano riscontro nell’ indole umana, la stessa scoperta del sé che riconduce al Divino, al di là della corsa a materialismi e apparenze propri della società attuale.
La storia di una giovane donna disposta ad attraversare chilometri ed a superare paure più grandi di lei  pur di trovare “sé stessa”.  Una voce che abbiamo imparato ad ignorare, perché ascoltarla significherebbe apportare rinunce ed accettazione delle proprie paure.
Una grotta nascosta, così gelida e buia ed un panorama mozzafiato metafora perfetta tra interiorità ed infinito.
È impossibile non restare affascinati da questo luogo che ci riporta ad un “non luogo”: la nostra interiorità.”

Giusy Terrasi

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